
Galle:
le “anomalie” del bosco tra manipolazione genetica e storia
Le troviamo su foglie, rami o gemme: piccole sfere legnose, protuberanze pelose o forme aliene che spesso scambiamo per frutti o malattie. In realtà, le galle (o cecidi) sono uno dei fenomeni più affascinanti della botanica. Sono il risultato di una relazione biologica estrema.
Cos'è davvero una galla?
La cecidiologia è la branca della biologia che studia queste neoformazioni di tessuti vegetali indotte da un organismo estraneo, detto galligeno o cecidogeni.
Per decenni abbiamo vissuto nella grande illusione che la galla fosse una sorta di cisti con cui la pianta isolava un parassita per difendersi. Oggi, la scienza ufficiale ha ribaltato questa visione: la galla è una vera e propria riprogrammazione genetica e biochimica. L’insetto non si limita a pungere la pianta; agisce come un "ingegnere genetico" che costringe l'albero a deviare le proprie risorse per costruirgli una casa di lusso con "servizio in camera".
Nel 1982, il biologo Richard Dawkins, ipotizza e introduce il concetto del fenotipo esteso, spiegando che la galla, pur essendo fatta di cellule vegetali, è determinata dai geni dell’insetto: la pianta fornisce i mattoni, ma l'architetto è il parassita.

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Come l'insetto "comanda" la pianta?
Il meccanismo d’induzione è un capolavoro di manipolazione inter-regno:
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l'insetto rilascia molecole che mimano gli ormoni vegetali come auxine e citochinine, stimolando una crescita cellulare anomala;
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vengono iniettate proteine che "spengono" le difese della pianta e attivano la produzione di tessuti nutritivi ricchi di amidi e proteine, creati apposta per nutrire la larva;
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l'attacco deve avvenire nel momento di massima spinta ormonale della pianta, esattamente quando esplodono le gemme.
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Categorie e forme
In botanica, queste strutture vengono divise in due grandi categorie definite dal biologo Ernst Küster:
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cataplastiche, semplici rigonfiamenti disordinati;
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prosoplastiche, vere e proprie vette dell'ingegneria naturale.
Queste ultime sono le più affascinanti, poiché l'insetto obbliga la pianta a creare tessuti che non esistono in natura, organizzati in strati protettivi e nutritivi.
Mini-guida al riconoscimento
Galla a "ciliegia"
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Dove: sulla pagina inferiore delle foglie di quercia (Quercus robur e Q. petraea).
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Com'è fatta: una bacca liscia e sferica, inizialmente giallo-verde, che vira al rosso vivo in autunno. All'interno è spugnosa ma con una camera larvale centrale.
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L'architetto: la vespa Cynips quercusfolii.
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Info in più: è un esempio perfetto di galla prosoplastica. Se trovi un forellino sulla superficie, significa che l'abitante ha già completato la metamorfosi ed è sfarfallato
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Galla "carciofo"
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Dove: sulle gemme terminali della quercia.
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Com'è fatta: sembra un carciofino in miniatura o una piccola pigna composta da scaglie fogliari sovrapposte che nascondono un nucleo interno.
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L'architetto: la vespa Andricus fecundator.
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Info in più: qui la bioingegneria è doppia: la larva vive in una galla legnosa interna (grande come un chicco di riso) che viene "espulsa" dalle scaglie esterne una volta matura per cadere nel terreno e svernare.
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Bedeguar
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Dove: sui rami della rosa selvatica (Rosa canina).
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Com'è fatta: un ammasso caotico di filamenti rossi e verdi che sembra muschio o una parrucca spettinata.
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L'architetto: la vespa Diplolepis rosae.
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Info in più: è un "condominio" biologico. All'interno della massa filamentosa si trovano decine di camere larvali. I filamenti servono a isolare termicamente le larve e a confondere i parassitoidi che cercano di pungerle.
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Galla a "testa di medusa"
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Dove: sulle ghiande in formazione o sui rami giovani della quercia.
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Com'è fatta: una massa globosa coperta da appendici filamentose, rigide e sinuose, che ricordano i serpenti della Medusa mitologica. Spesso è coperta da una sostanza appiccicosa.
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L'architetto: la vespa Andricus caputmedusae.
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Info in più: l’essudato appiccicaticcio sulla superficie è una difesa chimica magistrale: serve a intrappolare formiche e altri predatori che vorrebbero penetrare nella camera larvale centrale.
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Galla a "corona" o "pizzo"
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Dove: sui rami giovani della quercia.
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Com'è fatta: grande (fino a 5 cm), legnosa e durissima, con una corona di protuberanze sulla sommità che ricorda un merletto.
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L'architetto: la vespa Andricus quercustozae.
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Info in più: è la galla con la più alta concentrazione di tannini (ed è quella che abbiamo utilizzato per la ricetta Balsamo del samaritano PRO). La sua struttura a "doppia parete" la rende una delle fortezze vegetali più difficili da espugnare per gli uccelli.
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Galla a "vescica" o "cornetto"
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Dove: sulla pagina superiore delle foglie di olmo.
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Com'è fatta: piccole sacche verticali, lucide e rossastre, che sembrano quasi delle dita o dei cornetti che spuntano improvvisamente dal verde della foglia.
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L'architetto: l'afide Tetraneura ulmi.
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Info in più: a differenza delle vespe, questi afidi svernano nelle fessure della corteccia e risalgono in primavera per indurre queste "vesciche" dove si riprodurranno a migliaia. È una delle poche galle indotte da un insetto che non appartiene all'ordine degli Imenotteri.
Sii anche tu Custode di Erbe
Quando ne trovi una, evita di staccarla se è ancora "viva" (senza fori d'uscita). Osservala, fotografala e tocca la sua incredibile consistenza: stai toccando il risultato di un dialogo genetico tra due regni diversi!


La chimica delle galle
Il tratto distintivo delle galle è l'altissima concentrazione di metaboliti secondari, con l'acido tannico che raggiunge vette del 70% (contro il 5-10% del normale legno di quercia). Ma cosa contiene esattamente questa "centrifuga" biochimica?
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tannini idrolizzabili (acido gallico ed ellagico). Sono i protagonisti assoluti. L'insetto spinge la pianta a iper-produrli per creare un ambiente asettico e indigesto per funghi e batteri che potrebbero marcire la galla;
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polifenoli e flavonoidi. Potenti antiossidanti che proteggono i tessuti della galla dallo stress ossidativo e dai raggi UV, mantenendo la struttura integra per mesi;
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triterpeni e saponine. Agiscono come repellenti chimici contro altri insetti erbivori che potrebbero voler mangiare la galla dall'esterno;
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mucillagini e zuccheri complessi. Presenti soprattutto nello strato interno (tessuto nutritivo) per alimentare la larva, e in alcune secrezioni esterne (come nella Caput Medusae) con funzione difensiva.
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Le galle nella storia
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L'inchiostro ferrogallico. Per oltre 1.500 anni, la storia è stata scritta con le galle. La reazione chimica tra l'acido gallico estratto dalle galle e il solfato ferroso crea un complesso metallo-organico nero-bluastro. È un inchiostro che non si limita a poggiare sulla carta, ma "morde" la pergamena, diventando indelebile. Dai codici medievali ai disegni di Leonardo da Vinci, tutto è arrivato a noi grazie a questa reazione.
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La concia delle pelli. I tannini hanno la capacità unica di legarsi alle proteine (collagene) della pelle animale. Questo processo, chiamato concia, trasforma la pelle in cuoio, rendendola imputrescibile, flessibile e resistente all'acqua. Le pelli conciate con le galle erano considerate le più pregiate per la loro morbidezza e durata.
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Medicina popolare e farmacopea. Grazie alla loro potenza astringente, emostatica e cicatrizzante, le galle sono state per secoli il "primo soccorso" della natura. Venivano usate per bloccare emorragie, curare infiammazioni del cavo orale e persino come antidoto d'emergenza negli avvelenamenti da alcaloidi, poiché i tannini precipitano molte sostanze tossiche rendendole inerti.
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La profezia dell'inverno
Aprendo una galla prima dell'inverno, la presenza di un verme indicava abbondanza, una mosca carestia e un ragno un freddo intenso. E questo è solo un esempio di un'antica pratica di divinazione contadina, tramandata oralmente e documentata nei trattati di agricoltura medievale e rinascimentale, che vedeva nella galla un piccolo oracolo della natura.
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Ricordi di bosco: la pipa magica
Il gioco era un piccolo capolavoro di artigianato e fisica rudimentale:
Si sceglieva una galla di medie dimensioni (come quella della quercia), la si tagliava alla sommità e la si svuotava del materiale ligneo interno.
Veniva, poi, praticato un foro laterale in cui si inseriva una piccola cannuccia o un rametto cavo, creando la forma di una pipa.
I ragazzi poggiavano sopra l'apertura della pipa una pallina leggera (spesso un’altra galla più piccola e sferica). Soffiando con forza costante attraverso la cannuccia, riuscivano a tenere la pallina in sospensione nell'aria.
Ne nasceva una vera e propria competizione: vinceva chi, grazie a una straordinaria capacità polmonare e sensibilità nel soffio, riusciva a far roteare la pallina in aria per più tempo senza farla cadere.
Il futuro: monitorare il collasso climatico
Le ricerche più recenti, rivelano che le galle sono tra le "sentinelle" del cambiamento climatico più sensibili. La loro scomparsa o trasformazione è un segnale d'allarme precoce per la salute delle foreste.
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Sfasamento fenologico. Il riscaldamento globale altera i ritmi naturali. Le piante, spinte da inverni sempre più miti, tendono a germogliare in anticipo. Gli insetti, però, rispondono a segnali diversi (come la durata della luce del giorno) e rischiano di intervenire per hackerare le foglie quando sono già troppo vecchie o troppo dure per essere manipolate. I dati del 2025 sono i più recenti a nostra disposizione e ci dicono che questo dialogo millenario tra insetto e pianta sta diventando un monologo confuso: se l'insetto non trova il momento giusto, la galla non si forma o si forma male.
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Termometro della biodiversità. Dove le temperature sono troppo alte o la siccità è estrema, la varietà di galle crolla. Monitorarle permette di mappare la perdita di resilienza dell'ecosistema molto prima che gli alberi inizino a morire.
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Effetto a catena. La galla è un micro-habitat. Se scompare l'insetto architetto, perdono il nido anche decine di altre specie che riutilizzano le strutture vuote, impoverendo l'intera foresta.
In breve: La galla non è solo chimica o storia; è un sensore biologico. Se le galle spariscono, significa che il patto millenario tra insetto e pianta si è spezzato, avvisandoci che l'equilibrio dell’ecosistema è al limite.
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Le galle prosoplastiche più comuni
Galla a 'ciliegia'
Cynips quercusfolii
Testa di medusa
Andricus caputmedusae
Galla a 'carciofo'
Andricus fecundator
Galla a 'corona'
Andricus quercustozae
Bedeguar
Diplolepis rosae
Galla a 'cornetto'
Tetraneura ulmi
FONTI
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Banc, R., Rusu, M. E., Filip, L., & Popa, D. S. (2023). Phytochemical Profiling and Biological Activities of Quercus sp. Galls (Oak Galls): A Systematic Review of Studies Published in the Last 5 Years. Plants (Basel), 12(22), 3873. doi: 10.3390/plants12223873.
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Favery, B., Dubreuil, G., Chen, M. S., Giron, D., & Abad, P. (2020). Gall-Inducing Parasites: Convergent and Conserved Strategies of Plant Manipulation by Insects and Nematodes. Annual Review of Phytopathology, 58, 1-22. doi: 10.1146/annurev-phyto-010820-012722.
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Giron, D., Huguet, E., Stone, G. N., & Body, M. (2016). Insect-induced effects on plants and possible effectors used by galling and leaf-mining insects to manipulate their host-plant. Journal of Insect Physiology, 84, 70-89. doi: 10.1016/j.jinsphys.2015.12.009.
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SITOGRAFIA
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Alto Vastese. La “pallecucche”, la misteriosa galla della quercia: usi, tradizioni e curiosità. Disponibile su: altovastese.it.
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Biodiversità Puglia. Galla di quercia (Cynips quercusfolii). Immagine e scheda tecnica. Disponibile su: biodiversitapuglia.it/dscn8794/.
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Lotti Brown Designs. Symbolism of the Oak Tree. (Folklore e tradizioni storiche sulla quercia). Disponibile su: lottibrowndesigns.com.




