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Le Ricette della Tradizione

Zuppa di Fave del  2 novembre

Questa ricetta nasce nella cucina di Margherita che, con piccole varianti, ha reso sua una ricetta legata alle tradizioni della sua amata terra: la Ciociaria. In questo piatto contadino e povero è racchiuso tutto lo spirito tenace delle genti di questo luogo in cui ancora si possono respirare retaggi di un passato ricco di tradizioni e folclore.

Dalla penna di Margherita:

Anticamente c’era la credenza che le fave fossero sede dell'anima dei defunti. Per questo motivo, in Ciociaria, si usava cucinare, nel giorno della commemorazione dei morti, la zuppa di fave accompagnata dal pane rosso di granoturco, "pane de ranetigne".

Oggi non è più in uso. È un lontano ricordo quello della pentola di alluminio con dentro le fave bollite, a casa di nonna Angiolina. Un piatto povero di estrema semplicità, si cuocevano fintantoché diventavano morbide al punto di rompersi, si scodellavano un po' brodose e si condivano con un giro d'olio d'oliva.

Anche negli orti, il 2 novembre, era il momento di mettere a dimora i semi più belli, con la speranza di fare un buon raccolto in primavera per poter mettere a tavola, il primo maggio, un bel cesto di fave fresche.

Foto di Margherita zuppa di fave
Foto zuppa di fave di Margherita

La versione di Margherita:

In un tegame faccio rosolare una cipolla bianca, una patata affettata sottilmente e un rametto di rosmarino, dopodiché aggiungo le fave decorticate, ricopro con brodo vegetale e lascio cuocere lentamente. Si aggiunge dell’altro brodo durante la cottura se necessario.

Servire con losanghine di aringa affumicata e olio evo a crudo.

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