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Erbe da fumo Sola Emanuela, sigarette botaniche Custodi di Erbe

Sigarette botaniche:

ERBE SPONTANEE vs TABACCO INDUSTRIALE

Ti sei mai chiesto se esista un modo diverso di intendere il gesto del fumo o cosa ci sia realmente dentro una sigaretta tradizionale? Spesso pensiamo che il "problema" sia solo il tabacco, ma la realtà è molto più complessa e, per certi versi, sorprendente.

La vera chiave per un nuovo equilibrio potrebbe nascondersi proprio nelle erbe comuni che crescono sotto i nostri piedi.

Non si tratta di offrire l’illusione di un fumo "innocuo" – poiché ogni combustione porta con sé sfide per l'organismo – ma di accendere una luce su alternative botaniche che affondano le radici in un passato dimenticato.

10 BOTANICHE DAL NOSTRO MANUALE

Ecco una selezione tra le piante più interessanti tratte dal nostro manuale, scelte per le loro proprietà, la loro popolarità e l’aroma del loro fumo

Artemisia vulgaris di Sola Emanuela

Artemisia (foglie)

Avvolta nel mito e nella magia, è nota fin dall'antichità per favorire il rilassamento e, secondo la tradizione, per rendere i sogni più vividi.

 

Nome botanico: Artemisia vulgaris

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Famiglia botanica: Asteraceae 

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Aroma: caldo, avvolgente e profondo.

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Combustione: ottima.

Eucalipto (foglie)

Rappresenta la scelta balsamica per eccellenza, capace di evocare una sensazione di apertura delle vie respiratorie.

 

Nome botanico: Eucalyptus globulus

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Famiglia botanica: Myrtaceae

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Aroma: Sentori balsamici che richiamano l'incenso.

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Combustione: Scarsa; necessita di una base che ne faciliti la bruciatura.

Eucalyptus_flowers B.navez, CC BY-SA 3.0
Lavanda_nana_Irene Grassi, CC BY-SA 2.0

Lavanda (fiori, foglie)

Molto più di un semplice profumo: un pizzico dei suoi fiori dona una nota aromatica inconfondibile capace di calmare i sensi.
 

Nome botanico: Lavandula angustifolia
 

Famiglia botanica: Lamiaceae
 

Aroma: intenso e floreale; va dosata sapientemente per non sovrastare il blend.
 

Combustione: discreta.

Mentha Kızıl, CC BY-SA 4.0

Menta (foglie)

La soluzione ideale per chi cerca la freschezza assoluta e un effetto schiarente per la mente.
 

Nome botanico: Mentha spp.
 

Famiglia botanica: Lamiaceae
 

Aroma: estremamente fresco e pungente; se usata pura, i suoi oli essenziali possono risultare irritanti per le mucose.
 

Combustione: ottima.

Rosa canina di Pede Francesca

Rosa (foglie e petali)

I suoi petali profumati sono il segreto per donare grazia, eleganza e un tocco femminile a ogni miscela.

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Nome botanico: Rosa spp.

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Famiglia botanica: Rosaceae

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Aroma: dolce, femmineo e sensuale (mentre le foglie, ricche di tannini, sono più neutre).

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Combustione: ottima.

Salvia (foglie)

Regina del Mediterraneo, è perfetta per i momenti meditativi grazie al suo fumo purificante che schiarisce i sensi.

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Nome botanico: Salvia officinalis

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Famiglia botanica: Lamiaceae

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Aroma: note decise, aromatiche e tipicamente mediterranee.

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Combustione: ottima (in soggetti sensibili può stimolare sogni lucidi).

Salvia_officinalis_Agnieszka Kwiecień (Nova), CC BY-SA 4.0
Ficus_carica Dave Richardson via iNaturalist, CC BY 4.0

Fico (foglie)

Le foglie di fico ti sorprenderanno per il loro straordinario contributo olfattivo.

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Nome botanico: Ficus carica

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Famiglia: Moraceae

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Aroma: dolce, avvolgente, con note che ricordano il cocco e il legno caldo.

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Combustione: ottima: le foglie bruciano in modo lento e costante, producendo un fumo denso e bianco.

Vite (foglie)

La foglia di vite è una delle basi più antiche per le sigarette botaniche, amata per la sua neutralità e per la capacità di fare da "scheletro" a qualsiasi blend.
 

Nome botanico: Vitis vinifera
 

Famiglia: Vitaceae
 

Aroma: molto neutro, ideale per non coprire i sentori più delicati.
 

Combustione: molto regolare; tende a produrre poca cenere e mantiene il braciere vivo senza sforzo.

Foglia_di_vite_Riccio22, Pubblico Dominio
Vitex_agnus-castus_Krzysztof Ziarnek (Kenraiz), CC BY-SA 4.0

Agnocasto (foglie)

Conosciuto fin dall'antichità come "pepe dei monaci", l'Agnocasto veniva utilizzato nei monasteri perché si riteneva avesse la capacità di placare i sensi e i desideri carnali.

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Nome botanico: Vitex agnus-castus

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Famiglia: Lamiaceae

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Aroma: speziato, avvolgente e leggermente pepato; aggiunge una nota di "carattere" al blend.

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Combustione: ottima; le foglie devono essere ben integrate con una base più densa per evitare che il fumo risulti troppo caldo.

Biancospino (foglie e fiori)

Fiori e foglie di biancospino sono l'alleato perfetto per chi cerca un rito che calmi il respiro e distenda le tensioni muscolari del petto.
 

Nome botanico: Crataegus monogyna
 

Famiglia: Rosaceae
 

Aroma: delicato, floreale ma con una punta selvatica e di sottobosco.
 

Combustione: ottima; i fiori bruciano più velocemente delle foglie, creando un contrasto interessante che ossigena bene il blend.

Crataegus_monogyna_Anne Burgess, CC BY-SA 2.0

3 nuovi blend 
di
CUSTODI DI ERBE

Comporre un blend è come creare un profumo: serve una base, un cuore/corpo e una coda/nota di testa.

Sogno d'Estate

  • 1 parte di foglie di vite

  • 2 parte di foglie di fico

  • 1 parte di fiori e foglie di biancospino

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Il mix ideale per la sera.

Leggero come una nuvola grazie alla dolcezza del fico.

Alba Mediterranea

  • 1 parte di foglie di gelso

  • 1 parte di foglie di arancio

  • 2 parti di petali di rosa

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Una miscela regale.

La struttura del gelso si sposa con l'eleganza dei petali di rosa e la nota solare dell’arancio.

Un blend profumato, perfetto per i momenti di relax.

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- Unica pecca: la sigaretta non mantiene la combustione.

Oltre il velo

  • 1 parte di foglie di lampone

  • 2 parti di foglie di artemisia

  • 1 parte di foglie di salvia

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Una miscela intensa e avvolgente, ottima nei momenti di introspezione o meditazione profonda.

Perché il tabacco fa male?

Per capire le alternative botaniche, dobbiamo prima guardare con onestà al tabacco industriale.

Spesso pensiamo che il danno sia limitato al momento dell'accensione, ma la sua nocività ha radici ben più profonde: inizia nel seme e prosegue nel suolo.

Le coltivazioni intensive sono soggette a trattamenti chimici massicci che contaminano non solo la pianta, ma l’intero ecosistema.

Un dato drammatico emerge dallo studio di L. Alunni (2017), "La soglia di tolleranza", focalizzato proprio sulla coltivazione del tabacco nell’Alta Valle del Tevere.

Tabacco foto canva
Fiume inquinato foto canva

L’impatto sul territorio e sulla salute

Alunni evidenzia come la gestione del rischio in queste aree abbia superato i livelli di guardia.

La pianta del tabacco agisce come una spugna, assorbendo dal terreno metalli pesanti e sostanze radioattive derivanti dai fertilizzanti. Le conseguenze sono sistemiche:

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  • contaminazione ambientale. Flora e fauna dell'intero hinterland subiscono gli effetti di una terra saturata dalla chimica industriale;

  • soggetti fragili. I primi a pagare il prezzo sono i bambini, gli anziani e le persone con patologie pregresse;

  • dato oncologico. L'aumento dei casi di tumore in queste zone è ormai un dato accertato, una "soglia di tolleranza" che è stata ampiamente valicata.

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Questo significa che, quando scegliamo il tabacco industriale, non stiamo solo inalando nicotina, ma stiamo partecipando a un ciclo di inquinamento che colpisce anche la vita stessa delle comunità locali.

Il tabacco industriale: un mosaico di scarti

La maggior parte delle persone ignora che il tabacco contenuto nelle sigarette commerciali non è fatto solo di foglie nobili. È spesso un mix di scarti di lavorazione (gambi, polvere, nervature, foglie malate) che vengono recuperati e resi "fumabili" attraverso processi chimici invasivi.

Per rendere questo mix appetibile e garantire una dipendenza costante, vengono aggiunti tantissimi addititivi, tra cui:

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  • zuccheri e aromi per mascherare il sapore acre degli scarti;

  • umettanti, per mantenere morbido un prodotto che altrimenti sarebbe paglia secca;

  • ammoniaca, utilizzata per velocizzare l'assorbimento della nicotina a livello cerebrale.

foto canva sigarette
foto canva fumo

Il segreto dell’ammoniaca: pH basico

Uno dei segreti più ‘stuzzicanti’ dell'industria del tabacco non riguarda il sapore, ma la chimica del cervello. Perché le sigarette industriali creano una dipendenza così immediata rispetto al tabacco naturale o alle erbe officinali?

La risposta risiede nella manipolazione del pH.

In natura, la nicotina si trova sotto forma di sali acidi. In questo stato, la molecola è stabile ma fatica a superare le membrane biologiche; viene assorbita lentamente e in quantità ridotta.

L’industria del tabacco ha però introdotto l’uso dell’ammoniaca durante la lavorazione. Questo additivo innalza il pH della miscela, rendendolo basico.

Con l’alcalinizzazione del fumo la nicotina presente naturalmente nel tabacco si volatilizza in maniera più agevole, venendo assorbita con più facilità dal sangue.

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Cosa cambia per il fumatore?

  • Velocità d'urto. La nicotina attraversa istantaneamente le membrane alveolari.

  • Il "picco" cerebrale. Raggiunge il cervello in pochissimi secondi, provocando un rilascio di dopamina molto più violento e immediato.

  • Dipendenza biochimica. È proprio questa velocità di assorbimento, indotta artificialmente dal pH basico, a creare quel legame di dipendenza profonda che è tipico della sigaretta industriale.

Marlboro e la sua strategia marketing

La “scoperta” di come l’ammoniaca potesse aumentare il pH del fumo, e quindi rendere la nicotina più facilmente e più velocemente biodisponibile, è stata il cavallo di battaglia della Marlboro che, negli anni ‘60 del secolo scorso, sfruttando questo additivo, avviò una proficua strategia di marketing che fece schizzare alle stelle le vendite delle sue sigarette!

Il monossido di carbonio: una sfida comune e invisibile

Fumare erbe, per quanto naturali e biologiche siano, non significa inalare "aria fresca".

È fondamentale ricordare che ogni volta che avviene una combustione incompleta di materia organica, che si tratti di tabacco pregiato o di una miscela di erbe officinali, si sprigiona monossido di carbonio (CO).

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Il monossido di carbonio è una molecola estremamente insidiosa a causa della sua natura "silenziosa": è un gas incolore, inodore e insapore, ma con una capacità di legame con l’emoglobina straordinaria. Una volta inalato, il CO entra nel flusso sanguigno e si lega all'emoglobina con un'affinità ben superiore a quella dell'ossigeno.

Questo crea una competizione sleale: il monossido "ruba" il posto all'ossigeno!

Il risultato è una riduzione immediata dell'ossigenazione dei tessuti e degli organi.

 

Per un organismo, questo significa dover lavorare sotto sforzo per compensare la carenza di ossigeno, influenzando tutto, dalle prestazioni fisiche alla lucidità mentale.

foto canva fumo

La scelta del Fumatore Consapevole

La consapevolezza di questo processo è ciò che distingue un fumatore distratto da un "fumatore consapevole". Chi sceglie di fumare erbe differenti dal tabacco industriale lo fa per riappropriarsi del controllo: riducendo le sostanze chimiche di sintesi (come l'ammoniaca citata in precedenza) e scegliendo erbe pure, si eliminano i rischi "aggiunti" dall'industria, pur rimanendo consapevoli dei limiti fisici imposti dalla combustione stessa.

La Sigaretta Botanica: un ritorno all’essenza

La sigaretta botanica nasce da un concetto opposto: la purezza delle erbe spontanee.

Qui non ci sono additivi nascosti. Si utilizzano erbe che la medicina tradizionale conosce da millenni per le loro virtù specifiche.

Prendiamo le erbe spontanee non come "sostituti" poveri del tabacco, ma come piante che venivano fumate dai nostri antenati, spesso, come veri e propri rimedi popolari, sfruttando i polmoni come una via di somministrazione rapida per i principi attivi (fitocomplessi).

foto canva uomo che fuma
foto canva polmoni

La Sigaretta Botanica come "mezzo di somministrazione"

Storicamente, le sigarette alle erbe non erano considerate un semplice piacere, ma venivano impiegate come vere e proprie "medicine". Numerosi testi di fitoterapia antica menzionano, ad esempio, sigarette a base di basilico o menta per alleviare specifici disturbi respiratori.

In quest'ottica, la sigaretta botanica era intesa come un mezzo per veicolare i fitocomplessi delle piante attraverso i polmoni. Questi ultimi sono organi estremamente vascolarizzati, capaci di immettere rapidamente i principi attivi nel flusso sanguigno e, di conseguenza, in tutto il corpo.

Tuttavia, tale pratica è oggi considerata una "medicina desueta" per due motivi essenziali:

  • la nocività intrinseca. È ormai accertato che l'atto di fumare, a causa della combustione, sia dannoso per l'organismo in ogni caso, indipendentemente dalla pianta utilizzata;

  • l'impossibilità di dosaggio. Risulta impossibile quantificare con precisione i fitocomposti che vengono effettivamente assorbiti dall'organismo durante la fumata.

Questa incertezza vanifica la possibilità di strutturare una terapia rigorosa, rendendo il metodo inadatto agli standard della medicina moderna.

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Se da un lato la scienza moderna conferma l'estrema efficacia dei polmoni nel veicolare sostanze al flusso sanguigno, dall'altro respinge la sigaretta come strumento terapeutico. Il calore della combustione, infatti, agisce come una scure: distrugge parte dei principi attivi e genera sottoprodotti tossici e velenosi, rendendo completamente inaccettabile l'utilizzo delle sigarette botaniche  anche per l'impossibilità  del dosaggio preciso che è alla base di ogni cura moderna.

Piccoli passi verso la consapevolezza

Scegliere le erbe da fumo è un grande gesto di libertà, non una semplice alternativa. È la riscoperta di un dialogo con la natura che passa attraverso i sensi e la conoscenza delle piante che ci circondano. Per chi desidera esplorare questo mondo, il segreto risiede nella qualità e nella cura di ogni dettaglio.

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  • Raccolta sicura e consapevole. Quando ti appresti a raccogliere le tue erbe, devi avere la certezza assoluta di ciò che stai maneggiando. È fondamentale conoscere con precisione il nome della pianta, le sue proprietà e le possibili interazioni con la tua salute. Il rischio di improvvisarsi forager è alto e ingiustificato. Altrettanto importante è il rispetto: se raccogli le tue erbe, fallo con "timore reverenziale", onorando i cicli della natura e la biodiversità del luogo.

  • L’importanza dell’essiccazione. Per preservare gli oli essenziali e i principi attivi, le erbe devono essere essiccate correttamente, in un luogo aerato e lontano dalla luce solare diretta, che ne degraderebbe i fitocomplessi.

  • Scegliere materiali naturali. Il supporto è parte integrante dell'esperienza. È preferibile utilizzare cartine non sbiancate (Tipo B) e filtri biodegradabili o ai carboni attivi, così da ridurre il più possibile l'inalazione di sostanze chimiche residue.

Foto foraging Francesca Pede

Un invito al dialogo con la natura

Esplorare l’universo delle sigarette botaniche, dalle foglie argentee dell’artemisia a quelle rigogliose della vite, significa riscoprire un legame antico e profondo con il regno vegetale. È un viaggio affascinante fatto di storia, botanica e, soprattutto, di un nuovo modo di ascoltare il proprio corpo attraverso i ritmi della Terra.

Questi temi sono esplorati in profondità nel nostro manuale, un’opera dove la precisione scientifica e l'intelletto incontrano la saggezza della Natura per offrire risposte concrete a chi non si accontenta di abitudini preconfezionate.

FONTI

  • Alunni L. (2017). La soglia di tolleranza. Coltivazione del tabacco, tumori e gestione del rischio in Alta Valle del Tevere. Antropologia, 4(1 n.s.).

  • Ayuob NN, Shaker Ali A, Suliman MI. (2015). Effects of different routes of nicotine administration on gastric morphology and hormonal secretion in rats. Experimental Physiology, 100(8), 881-895.

  • Custodi di Erbe. (2025). Erbe da fumo per sigarette botaniche: l'Erbario del fumatore consapevole. Youcanprint, luglio 2025.

  • Endoh K, Leung FW. (1994). Effects of smoking and nicotine on the gastric mucosa: a review of clinical and experimental evidence. Gastroenterology.

  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. (2016). Decreto Legislativo 12 gennaio 2016, n. 6. Recepimento della direttiva 2014/40/UE sul tabacco.

  • Heishman SJ, Taylor RC, Henningfield JE. (1994). Nicotine and smoking: a review of effects on human performance. Experimental and Clinical Psychopharmacology.

  • Pankow JF. (2001). A Consideration of the Role of Free-Base Nicotine in Tobacco Smoke with Particular Reference to Nicotine Delivery. Chemical Research in Toxicology.

  • Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Additivi nei prodotti del tabacco. [online].

  • Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Additivi nelle sigarette. [online].

  • Unione Europea. (2016). Note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea relative alla prova del fumo e del setaccio per il tabacco. Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 121/8.

  • Willems EW, et al. (2006). The impact of sugars on aldehyde levels and on the systemic toxicity of tobacco smoke. Food and Chemical Toxicology.

CREDITI IMMAGINI

 (Wikimedia Commons)

  • Eucalipto: di B.navez, CC BY-SA 3.0

  • Lavanda: di Irene Grassi, CC BY-SA 2.0

  • Menta: di Kızıl, CC BY-SA 4.0

  • Salvia: di Agnieszka KwiecieÅ„ (Nova), CC BY-SA 4.0

  • Fico: di Dave Richardson via iNaturalist, CC BY 4.0

  • Vite: di Riccio22, Pubblico Dominio

  • Agnocasto: di Krzysztof Ziarnek (Kenraiz), CC BY-SA 4.0

  • Biancospino: di Anne Burgess, CC BY-SA 2.0

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