
Frutti Antichi
Sapori tutto l'anno
Hai troppi cachi acerbi in giardino? Sai che essicandoli, grazie alla magia della chimica, da esageratamente astringenti diventano dolcissimi? In pochissimi passaggi trasformerai i frutti allappanti in uno snack gustosissimo e nutriente. che potrai gustare tutto l'anno!
Cachi acerbi essiccati

SCHEDA RICETTA
SEMPLICITÀ:
STAGIONE: AUTUNNO
PREPARAZIONE: molto variabile
INGREDIENTI
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cachi acerbi (varietà Tipo o Roji)



COME SI FA
1. AFFETTARE
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Fai a metà ed elimina il picciolo
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Affetta con uno spessore di circa 5 millimetri. Per un taglio più uniforme risulta molto comoda la mandolina.

2. ESSICCAZIONE
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Poni le fette sui vassoi di un essiccatore. La temperatura ideale è di 45°.
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Puoi essiccare anche in forno, possibilmente in modalità ventilata, mantenendo una temperatura non superiore ai 50°, lasciando lo sportello leggermente aperto.
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Oppure puoi usufruire del calore emanato da una stufa o calorifero, o semplicemente di un ambiente caldo e secco. In questi casi le fette dovranno essere ben distanziate tra loro ed entrambi i lati dovranno essere a contatto con l'aria. Ti consigliamo quindi di porre le fette su di un tessuto naturale (ottimi sono gli strofinacci in cotone sottile) e rigirarle spesso.
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Un altro metodo è quello di infilare, utilizzando un ago grosso e spago le fette. Dovrai creare una sorta di 'collana'. Le due estremità della cordicina dovrai, poi, tenderle e fissarle. In questo modo le fettine potranno perdere la loro umidità più velocemente e uniformemente.



3. QUANTO TEMPO CI VUOLE?
Il tempo di essiccazione è veramente molto variabile. Sono tanti i fattori che intervengono:
- lo spessore delle fette;
- il grado di maturità del frutto;
- il tenore idrico del frutto.
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Se si procede con un essiccatore o il forno il processo è molto più veloce e pratico.
Per dei cachi abbastanza acerbi come questo in foto, il cui colore dal verde inizia a virare verso il giallo, ci vorranno circa 24 ore.
Se il suo colore inizia ad essere giallo che tende all'arancio allora ci vorranno meno ore, fino ad un minimo di 4 ore.
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Se si procede in altro modo interviene anche l'umidità dell'ambiente circostante.
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In tutti i casi si dovrà attendere che le fette siano asciutte al tatto e che, non mollicce e che, piegandole su sè stesse, diano l'impressione che possano spezzarsi.

4. CONSERVAZIONE
I loro peggior nemici sono gli insetti e l'umidità residua e ambientale.
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Puoi conservarli in vasetti ben lavati e con tappo ermetico.
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Non necessitano di pastorizzazione.
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Possono essere consumati anche a distanza di diversi mesi se perfettamente conservati ed essiccati.



NOTE E CONSIGLI
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Più saranno maturi è più sarà difficoltoso affettare ed essiccare.
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I frutti che iniziano ad essere arancioni, se essiccati per in modo inadeguato (per troppo poco tempo), tenderanno a scurirsi con il passare dei giorni. Sarà bene consumarli in poche settimane dalla loro essiccazione, anche se conservati con il sottovuoto.
PERCHÉ SCOMPARE L'ASTRINGENZA?
NESSUNA MAGIA, SOLO CHIMICA!
Quando essicchiamo i cachi, non stiamo solo togliendo acqua: stiamo innescando una vera e propria reazione chimica. L'astringenza, quel fastidioso effetto che "lega" la bocca, è causata dai tannini solubili presenti nel frutto acerbo.
L'essiccazione, rimuovendo l'acqua e sottoponendo le cellule a un lieve stress, provoca la polimerizzazione dei tannini: le loro molecole si uniscono tra loro per formare catene molto più grandi e complesse. Queste nuove e grandi strutture diventano insolubili nella nostra saliva. In pratica, i tannini rimangono intrappolati all'interno della polpa e non possono più interagire con le proteine della bocca.
Poiché i tannini non sono più liberi di sciogliersi, non possono più "allappare" la bocca.
Il risultato? I tannini "ci sono, ma non si sentono", lasciando spazio unicamente alla dolcezza concentrata del frutto.

FONTI
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Vilhena, N.Q.; Gil, R.; Llorca, E.; Moraga, G.; Salvador, A. Physico-Chemical and Microstructural Changes during the Drying of Persimmon Fruit cv. Rojo Brillante Harvested in Two Maturity Stages. Foods 2020, 9, 870. https://doi.org/10.3390/foods9070870





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