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ACQUAROSA DI LEVANTE:
un nome antico
per una ricetta moderna
Esiste un’antica ricetta dell’Acquarosa di Levante? Probabilmente no.
Tuttavia ci piace pensare che, anche se non la troverete nei manuali di storia, questa ricetta appartenga a quella saggezza che attraversa il tempo: il gesto di chi, ogni mattina, si rivolge alla natura per cercare freschezza, luminosità e un contatto più diretto con la Terra.
L’Acquarosa di Levante è il nostro modo di celebrare il sole e il risveglio di ogni giorno: un gesto che "leva" la stanchezza e illumina la pelle.
È una formulazione che nasce tra le mura di Custodi di Erbe e che dalle nostre pagine arriva a te, affinché possa comprenderla e mutarla come vorrai.
Rosa: come scegliere e raccogliere i fiori
L’Acquarosa di Levante è una formulazione che nasce dallo studio e dalla sperimentazione della nostra officina domestica, pensata per ripristinare la naturale luminosità e freschezza della pelle attraverso l'autoproduzione consapevole.
Per questa preparazione non applichiamo distinzioni rigide tra le diverse varietà botaniche: ogni rosa è adatta, purché sia sana, vigorosa e profumata.
L'unico prerequisito fondamentale è la purezza della materia prima.
Utilizziamo solo fiori che non hanno subito alcun trattamento chimico e raccolti in ambienti puliti, lontani da fonti di inquinamento o contaminazioni.
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Scegliere il fiore nel momento balsamico
L’Acquarosa nasce per estrarre e trattenere i composti aromatici e le frazioni volatili che la rosa rilascia nell’aria. Per questa ragione, i fiori vanno selezionati nel loro momento di massima espressione vegetativa, quando l’aroma è intenso e chiaramente riconoscibile. Per identificare le rose più ricche di principi attivi ci si può affidare all'olfatto o, empiricamente, osservare il giardino: le piante che stanno esprimendo al meglio il loro profilo aromatico sono solitamente le più frequentate dagli insetti.
Vanno invece scartati i petali colpiti da parassiti o malattie: in questi casi, infatti, la pianta altera drasticamente la sua normale produzione di metaboliti secondari come risposta di difesa. Questo sbilanciamento fitochimico significa che non potremmo più prevedere con 'esattezza' quali sostanze andremo a estrarre, rischiando di compromettere la delicatezza e la purezza del nostro rimedio fai-da-te.
La finestra temporale
Il momento della raccolta incide direttamente sulla qualità del fitocomplesso. Il periodo ideale è il mattino, non appena i petali hanno perso l’umidità della notte e iniziano a scaldarsi con i primi raggi del sole. In questa fase il fiore è ancora turgido e conserva intatte le sue componenti volatili, che altrimenti verrebbero disperse dal calore eccessivo delle ore centrali della giornata.
L'integrità del petalo
Non viene rimossa la base bianca del petalo: questa specifica porzione è infatti ricca di tannini e sali minerali che integrano e completano l'efficacia del fitocomplesso finale. Anche la pulizia della materia prima segue un criterio di minima manipolazione: i petali non dovrebbero essere lavati. Il lavaggio con acqua rischierebbe di asportare proprio le molecole aromatiche più leggere e superficiali. La rosa viene quindi dovrebbe essere lavorata esattamente così come viene raccolta.
Il colore
Il colore finale dell’Acquarosa di Levante è direttamente proporzionale ai pigmenti presenti nei fiori scelti. L'uso di rose chiare darà origine a estratti visivamente delicati e traslucidi, mentre le rose dai colori più carichi e intensi produrranno sfumature più profonde e visibili. Questo permette di personalizzare l'estratto artigianale anche dal punto di vista visivo, mantenendo invariato il rigore e la precisione del procedimento.

ACQUAROSE DI LEVANTE versione semplice
Gradazione ~15-20° (il range ideale per una buona conservazione e delicatezza sulla pelle)
Ingredienti
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50 g petali di rosa freschi e profumatissimi
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20 g alcol a 95° o 96°
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20 g glicerina vegetale
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140 g acqua (meglio se distillata)
Come si fa
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Inserisci i petali nel barattolo di vetro scuro, ridotti in piccole parti con le mani, senza comprimerli.
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Aggiungi alcol e glicerina.
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Chiudi e mescola delicatamente.
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Lascia macerare 3 ore a temperatura ambiente fresca, lontano da luce diretta del sole.
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Mescola ogni ora affinché ogni parte della botanica sia irrorata dalla soluzione.
In questa fase l’alcol rompe le membrane cellulari e solubilizza le frazioni aromatiche più pregiate, mentre la glicerina aiuta a trattenere componenti idrosolubili e ammorbidire l’estrazione.
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Filtra accuratamente con garza o filtro da caffè.
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Spremi leggermente i petali per recuperare la frazione liquida.
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Aggiungi l’acqua distillata alla soluzione filtrata.
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Mescola bene fino a omogeneità.
A questo punto si crea il sistema idroalcolico finale (~15–20%), stabile e già sfavorevole alla proliferazione microbica.
Questa formulazione rappresenta un equilibrio tra capacità estrattiva, delicatezza cutanea e semplicità di realizzazione.
I petali freschi contengono naturalmente una grande quantità di acqua (mediamente l'80-85% del loro peso), parte della quale viene rilasciata durante la macerazione. Tuttavia, la quantità effettivamente ceduta dipende dalla varietà della rosa, dal suo grado di freschezza e dalle condizioni di estrazione, rendendo impossibile calcolare con precisione la gradazione alcolica finale.
Per questo motivo il titolo alcolometrico del preparato deve essere considerato indicativo e non assoluto.
Varianti con seconda macerazione
La seconda macerazione non è obbligatoria, ma rappresenta un completamento del fitocomplesso del preparato.
La scelta tra petali freschi o essiccati determina il carattere finale del prodotto:
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i petali freschi regaleranno vibrazioni olfattive più fresche e più volatili, ma necessita maggiore rigore nell’esecuzione della ricetta;
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i petali essiccati garantiranno una maggiore stabilità dell’Acquarosa di Levante, conferendo un profumo più morbido e profondo, meno volatile.
Variante 1 – Petali freschi
Ingredienti aggiuntivi
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20 g petali di rosa freschi e profumatissimi
Come si fa
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Dopo la prima filtrazione e l’aggiunta dell’acqua, inserisci i nuovi petali freschi nella soluzione idroalcolica.
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Mescola delicatamente.
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Lascia macerare 6 ore in frigorifero (4–8 °C).
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Filtra accuratamente con garza o filtro da caffè.
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Spremi leggermente i petali prima della filtrazione finale.
Pro
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Profilo aromatico più vivo e naturale
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Maggior presenza di note “verdi” e volatili fresche
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Maggiore complessità olfattiva
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Sensazione più “rosa appena colta”
Contro
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Leggera riduzione della stabilità nel tempo
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Maggiore, seppur minima, diluizione della gradazione alcolica
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Rischio di lieve torbidità se non filtrato con cura
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Richiede controllo della temperatura (frigo consigliato)

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Variante 2 – Petali essiccati
Ingredienti aggiuntivi
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5–10 g petali di rosa essiccati (non trattati)
Come si fa
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Dopo la prima filtrazione e aggiunta dell’acqua, inserisci i petali essiccati nella soluzione idroalcolica.
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Mescola delicatamente per favorire l’idratazione.
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Lascia macerare 12 ore a temperatura fresca (oppure in frigorifero per maggiore stabilità).
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Filtra accuratamente con filtro da caffè o carta.
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Spremitura leggera.
Pro
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Massima stabilità microbiologica
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Nessuna diluizione significativa della gradazione alcolica
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Estrazione pulita
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Maggiore durata del prodotto nel tempo
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Minore rischio di fermentazioni o alterazioni
Contro
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Profilo aromatico meno “vivo”
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Note più secche, dolci, mature e meno fresche
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Perdita della componente olfattiva più volatile
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Minor sensazione di “rosa appena colta”
Come e per quanto si conserva?
Essendo ottenuto da materiale vegetale fresco e privo di un vero sistema conservante, l’Acquarosa va considerata una preparazione artigianale da consumare in tempi relativamente brevi.
La pulizia è fondamentale!
Visto che non facciamo bollire nulla, non c'è sterilizzazione termica. La durata dipende anche da quanto siamo stati pignoli nella pulizia durante la produzione:
- I petali devono essere sani (niente morsi di insetti o parti marroni).
- Il contenitore deve essere sterilizzato (bollito o sciacquato con alcol ad alta gradazione prima dell'uso).
In frigorifero
Conservato in un contenitore perfettamente pulito, preferibilmente in vetro scuro e ben chiuso, mantiene generalmente buone caratteristiche organolettiche per circa 3-4 settimane.
Prima di ogni utilizzo è sempre consigliabile verificare che odore, aspetto e limpidezza siano rimasti inalterati.
Congelamento in cubetti
Per una conservazione molto più lunga senza alterare significativamente il profilo aromatico, è possibile versare l’Acquarosa di Levante negli stampi per cubetti di ghiaccio e congelarlo.
Una volta solidificati, i cubetti possono essere trasferiti in un sacchetto o in un contenitore ermetico e conservati nel congelatore per diversi mesi.
All'occorrenza sarà sufficiente scongelare un singolo cubetto per ottenere una piccola quantità di preparato fresco.
Questa soluzione rappresenta uno dei metodi più efficaci per preservare le qualità del preparato senza aumentare la quantità di alcol o ricorrere a conservanti sintetici.
A temperatura ambiente
La conservazione a temperatura ambiente è sconsigliata, soprattutto durante la stagione calda. Se inevitabile, è preferibile utilizzare il preparato entro pochi giorni e mantenerlo sempre al riparo dalla luce diretta e dalle fonti di calore.
Come capire se è ancora utilizzabile?
Come per ogni preparazione fresca, è importante affidarsi ai propri sensi.
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Odore: la comparsa di sentori acetici, fermentativi o di muffa indica che il prodotto non deve essere più utilizzato.
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Aspetto: torbidità improvvisa, filamenti, schiume o sedimenti anomali possono essere segni di contaminazione microbiologica.
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Colore: un lieve sbiadimento è normale; alterazioni molto marcate, soprattutto se accompagnate da cambiamenti dell'odore, suggeriscono il deterioramento del preparato.
Quando si hanno dubbi sulla sua integrità, è sempre preferibile prepararne del nuovo piuttosto che rischiare di utilizzare un prodotto alterato.

Perché utilizzare alcol, glicerina e acqua?
La combinazione di questi tre ingredienti non è casuale: ciascuno possiede caratteristiche chimiche differenti che gli permettono di estrarre gruppi diversi di sostanze presenti nei petali di rosa. Insieme danno origine a un solvente "ibrido", più completo della semplice acqua o del solo alcol.
L'alcol etilico: il ponte tra acqua e sostanze aromatiche
L'etanolo è un solvente anfifilico, cioè possiede sia una componente polare sia una componente apolare. Questa particolare natura gli permette di estrarre efficacemente molte molecole aromatiche e numerosi composti fenolici che l'acqua, da sola, non recupererebbe o recupererebbe solo in minima parte.
Durante la macerazione, inoltre, l'alcol penetra rapidamente nei tessuti vegetali, aumenta la permeabilità delle membrane cellulari e facilita la fuoriuscita dei principi attivi.
Grazie a queste proprietà favorisce l'estrazione di:
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composti aromatici volatili (come geraniolo, citronellolo e nerolo);
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parte dei flavonoidi;
-
alcuni pigmenti e polifenoli;
-
molecole moderatamente lipofile.
Dal punto di vista della conservazione, l'alcol rallenta la proliferazione di molti microrganismi, contribuendo ad aumentare la stabilità del preparato. Tuttavia, alle concentrazioni impiegate in questa ricetta non può essere considerato un conservante completo.
La glicerina vegetale: il solvente delicato
La glicerina è una sostanza altamente polare e fortemente igroscopica (funziona un pò come una spugna), capace di legare grandi quantità di acqua.
Dal punto di vista estrattivo favorisce soprattutto il recupero di:
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mucillagini;
-
alcuni polisaccaridi;
-
tannini;
-
sostanze idrofile ad alto peso molecolare;
-
una parte dei composti fenolici.
Inoltre migliora la consistenza del preparato, dona una piacevole sensazione sulla pelle e contribuisce a ridurre la perdita di idratazione cutanea.
La glicerina a concentrazioni molto elevate può contribuire a rendere l'ambiente meno favorevole alla crescita microbica, poiché una parte dell'acqua diventa meno disponibile per batteri e muffe. Nella percentuale utilizzata in questa preparazione (poco meno del 10%), tuttavia, il suo ruolo principale rimane quello di umettante e ammorbidente cutaneo, mentre il contributo alla conservazione è trascurabile.
L'acqua: il solvente universale delle molecole polari
L'acqua rappresenta il mezzo estrattivo principale per tutte le sostanze fortemente polari presenti nei petali.
È particolarmente efficace nell'estrazione di:
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sali minerali;
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zuccheri;
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acidi organici;
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mucillagini;
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antociani;
-
numerosi flavonoidi idrosolubili;
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composti fenolici più polari.
Inoltre costituisce il veicolo che permette la diffusione di tutte queste sostanze all'interno del preparato finale.
Il suo principale limite è rappresentato dalla sua elevata suscettibilità allo sviluppo microbico, motivo per cui le preparazioni esclusivamente acquose tendono a deteriorarsi rapidamente.
La forza della miscela
L'unione di acqua, alcol e glicerina crea un sistema estrattivo molto più versatile rispetto all'impiego di ciascun solvente singolarmente.
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L'acqua recupera le sostanze più polari e idrosolubili.
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L'alcol amplia lo spettro estrattivo verso le molecole aromatiche e moderatamente lipofile, facilitando inoltre la penetrazione nei tessuti vegetali.
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La glicerina completa l'estrazione di alcuni composti idrofili e migliora le caratteristiche cosmetiche del preparato.
Il risultato è un estratto idroalcolico-glicerinato ricco, equilibrato e capace di valorizzare gran parte del fitocomplesso della rosa senza ricorrere al calore, preservando così meglio il delicato profilo aromatico del fiore fresco.
Quali sostanze estraiamo dai petali?
I petali di rosa sono ricchi di molecole appartenenti a famiglie molto diverse tra loro.
Le molecole aromatiche
Sono le sostanze che conferiscono alla rosa il suo caratteristico profumo e rappresentano una delle principali ragioni per cui questa preparazione è così piacevole.
Tra i composti più rappresentativi troviamo:
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2-feniletanolo (responsabile della tipica nota di "rosa fresca");
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geraniolo;
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citronellolo;
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nerolo;
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piccole quantità di altri monoterpeni e alcoli aromatici.
L'etanolo ne facilita l'estrazione, mentre l'assenza di calore contribuisce a preservarne meglio l'integrità rispetto a un'infusione bollente.
Flavonoidi
I flavonoidi costituiscono una delle classi di composti più abbondanti nei petali.
Tra quelli maggiormente presenti figurano:
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quercetina;
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kaempferolo;
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loro derivati glicosilati.
Queste molecole svolgono nella pianta una funzione protettiva nei confronti dei raggi UV e dello stress ossidativo e sono note per le loro spiccate proprietà antiossidanti.
L'acqua e l'alcol lavorano in sinergia permettendo una buona estrazione di gran parte di questi composti.
Antociani
Nelle varietà rosa, rosse e cremisi sono presenti gli antociani, i pigmenti responsabili delle colorazioni che vanno dal rosa tenue al rosso intenso.
Tra i principali troviamo derivati della:
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cianidina;
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pelargonidina.
Oltre al loro valore estetico, sono potenti antiossidanti naturali.
Essendo molecole molto sensibili al pH, alla luce e all'ossigeno, tendono però a degradarsi progressivamente durante la conservazione.
Acidi fenolici
I petali contengono anche numerosi acidi fenolici, tra cui:
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acido gallico;
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acido caffeico;
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acido clorogenico;
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acido p-cumarico.
Questi composti contribuiscono in maniera significativa alla capacità antiossidante complessiva dell'estratto e partecipano ai naturali sistemi di difesa della pianta.
Tannini
Presenti in quantità variabili a seconda della specie e dello stadio di raccolta, i tannini apportano leggere proprietà astringenti e protettive.
Sono facilmente estraibili nei solventi acquosi e idroalcolici.
Mucillagini e polisaccaridi
Una parte delle sostanze ad alto peso molecolare presenti nei petali viene recuperata grazie all'acqua e alla glicerina.
Questi composti formano sottili film idratanti sulla superficie cutanea e contribuiscono alla sensazione di morbidezza tipica dell'Acquarose di Levante.
Zuccheri e acidi organici
Durante la macerazione vengono estratti anche:
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glucosio;
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fruttosio;
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saccarosio;
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acido citrico;
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acido malico;
-
altri acidi organici naturalmente presenti nei tessuti vegetali.
Pur non essendo responsabili delle principali attività cosmetiche, partecipano all'equilibrio chimico del preparato.
Sali minerali e oligoelementi
La componente acquosa recupera inoltre piccole quantità di minerali naturalmente presenti nei petali, tra cui potassio, calcio, magnesio e altri oligoelementi.
La loro concentrazione è modesta ma contribuisce alla complessità del fitocomplesso.
Possibili controindicazioni e attenzioni d’uso
L’Acquarosa di Levante è una preparazione cosmetica delicata, pensata per un uso esterno sulla pelle. In condizioni normali è ben tollerata, ma in alcune persone particolarmente sensibili, la presenza di alcol e composti aromatici può risultare leggermente attiva sulla pelle. In questi casi è sempre consigliabile fare una prova su una piccola area prima dell’utilizzo esteso.
La rosa è generalmente una pianta ben tollerata, ma ogni fitocomplesso può variare, per questo motivo la risposta cutanea può cambiare leggermente da persona a persona, anche in base alla varietà dei petali utilizzati. Inoltre, è importante considerare eventuali sensibilità o allergie personali specifiche verso le piante appartenenti alla famiglia delle Rosacee.
Va evitato il contatto diretto con gli occhi e non è destinato all’uso interno.
Infine, è sempre meglio non applicarlo su pelle con lesioni aperte o in fase di forte irritazione, dove la componente alcolica potrebbe risultare poco adatta.
Il risultato finale
L'Acquarosa di Levante rappresenta un estratto estremamente equilibrato, nel quale convivono molecole aromatiche, flavonoidi, antociani, acidi fenolici, tannini, mucillagini e numerosi altri costituenti naturali del petalo.
Questa ricchezza fitochimica è il motivo per cui il preparato risulta molto più completo di una semplice acqua aromatica ottenuta per infusione e conserva una parte importante della complessità biologica e sensoriale del fiore fresco.

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Bibliografia
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